Itinerario 63


Da Vaglia al Mulinaccio

Tempo di percorrenza (senza soste): 2h 30'
Tappe intermedie: Vaglia-Bivigliano 1h 30' ; Bivigliano-bivio Montesenario 30' ; bivio Montesenario-Mulinaccio 30'.
Lunghezza: 8,5 km
Dislivello massimo: 375 m in salta, fra Vaglia (280 m) e il bivio per Montesenario (655 m);
  205 m in discesa, fra il bivio per Montesenario (655 m) e il Mulinaccio (450 m)

Il percorso inizia nell'abitato di Vaglia all'angolo fra via Bolognese (presso il n. civico 990) e via dello Scalone. Il tratto iniziale, fino a Sommavilla, è comune col percorso 60, inoltre fino al crinale di Montesenario il percorso si sovrappone quasi interamente all'Anello del Rinascimento Anello del Rinascimento.

Vaglia
Il Comune di Vaglia fu separato da quello di San Piero a Sieve nel 1809, durante il dominio napoleonico. Non esiste un centro storico, perché fino al '700 Vaglia si componeva unicamente di edifici sparsi e isolati, tanto che ancora oggi la chiesa si trova fuori del paese, lontano dalla strada. L'attuale centro abitato si è sviluppato fra '800 e '900 a partire da un nucleo di pochi edifici posti lungo la via Bolognese.
La villa e fattoria Corsini, già Saltini, risaliva al secolo XV, ma fu completamente distrutta dai tedeschi in ritirata nel settembre 1944. L'edificio attuale è stato ricostruito nel dopoguerra.
Sull'altro lato della via Bolognese si trova l'oratorio di San Mattia, costruito al principio del XVII secolo ed ancora regolarmente usato per il culto (visto che, come si è detto, la chiesa si trova fuori del paese). Sullo stesso lato della via, in direzione di Firenze, si trova l'edificio più antico del paese, che in passato ha ospitato una residenza dei Saltini con alcune botteghe, ed è oggi adibito a sede municipale. Fu donato dai Corsini al Comune di Vaglia nel 1908.
All'ingresso del paese per chi arriva da Firenze, sull'angolo col viale della Stazione, si trova un palazzo in pietra dall'aspetto antico che in realtà risale solo al 1928; si tratta infatti della ex casa del fascio, in cui ha sede oggi la caserma dei carabinieri.

Via dello Scalone era l'inizio dell'antica strada per Bivigliano, sostituita oggi dal viale della Stazione (aperto alla fine dell'800 con la costruzione della ferrovia faentina). Il percorso costeggia il torrente Carza per un breve tratto e quindi sale la rampa di scale che porta sul viale della Stazione. Da questo punto, fin dopo Signano, il percorso si sovrappone al sentiero CAI CAI 20 che sale da Vaglia al crinale di Montesenario. Attraversato il ponte sulla Carza, si svolta subito a destra lungo la strada provinciale di Bivigliano. In passato la strada attraversava la ferrovia con un passaggio a livello, oggi invece si usa un sottopassaggio.
Si continua a seguire la provinciale per qualche centinaio di metri finché si svolta a destra su una strada sterrata (via di Signano). In breve si giunge in prossimità di alcune abitazioni, dove un tempo sorgeva la chiesetta medievale di Sant'Alessandro a Signano (la chiesa, rimasta a lungo abbandonata, è crollata definitivamente negli anni '30 del XX secolo). Il percorso continua a salire giungendo ad una prima colonica completamente restaurata (Signano primo) e quindi ancora verso una seconda colonica (Signano secondo). Un terzo edificio visibile più in alto, fra i cipressi, fu usato come lazzaretto durante le epidemie di colera nel corso dell'800.
Dopo la colonica il sentiero diventa una strada campestre che prosegue pianeggiante attraversando i prati in direzione del bosco (si raccomanda di richiudere i cancelli dei pascoli se non li trovate già aperti). Il CAI CAI 20 svolta a sinistra per un sentiero stretto e ripido. Più avanti, in un bosco di cipressi, si lascia il versante vagliese per entrare nella valle di Riseccioni e di Bivigliano. Da questo punto si scorge in lontananza, nel fondovalle, la stazione di Fontebuona.
Il percorso piega verso sinistra e, con una leggera discesa, raggiunge in breve la località di Sommavilla. Da questo punto, fino a via del Sorbo, il percorso si sovrappone al CAI CAI 18 che sale dalla statale della Futa (via Bolognese) al crinale di Montesenario. Sulla destra continua il percorso 60 in direzione di Fontebuona.

Sommavilla
La villa di Sommavilla, piccola residenza di campagna, fu un tempo proprietà dei Medici (era compresa nella tenuta di Pratolino, oggi parco Demidoff). Passata per diversi proprietari, la villa è oggi praticamente abbandonata. Sul lato orientale si trovava una cappella dedicata a Santa Margherita, ridotta ad uso di magazzino attorno al 1960.
Poco sotto la villa si trova una colonica (anch'essa abbandonata) e poco più avanti, lungo il percorso, un'altra colonica ospitava un tempo un'osteria lungo l'antica strada di Bivigliano. All'interno è conservata una lapide che ne ricorda il restauro avvenuto nel 1764 (forse l'anno in cui fu trasformata in colonica).

Villa del SorboIl sentiero riprende a salire leggermente toccando la colonica di Sommavilla di sopra (l'antica osteria), quindi passa vicino al podere Piamberti, dirigendosi verso il margine del bosco. Si giunge infine su una strada sterrata (via del Sorbo) dove si svolta a destra, passando davanti alla villa del Sorbo o Venerosi-Pesciolini.
Superata la villa si prosegue per uno stradello a sinistra e poco dopo si giunge su una strada asfaltata (via di Riseccioni). A circa 100 m sulla destra, appena superata la colonica del Trebbio, si trova una fonte Fontanello (acqua sorgente non controllata). Sulla strada si svolta a sinistra, continuando a salire, fino a ritrovare di nuovo la provinciale di Bivigliano (proprio di fronte al campeggio "Poggio degli Uccellini"), in mezzo ad un vecchio castagneto da frutto. Il percorso segue per un po' la provinciale in direzione di Bivigliano: si superano prima alcune villette e condomini in località Marroneto, quindi si lascia sulla destra via di Corte Nuova per giungere a Corte Chiarese, antica abitazione che fino a tempi recenti veniva data in affitto ai villeggianti.
Al bivio con via del Massonero si svolta a sinistra, arrivando alle prime case di Bivigliano. Da qui si lascia la strada asfaltata svoltando a destra lungo uno stradello sterrato, che ben presto diventa un sentiero erboso. Finalmente si giunge in paese, sbucando prima su via della Fonte e da qui sul corso centrale di Bivigliano (via Roma). Lungo il corso di Bivigliano il percorso si sovrappone al sentiero 65 nel tratto Vaglia - Montesenario. Sempre su via Roma, quasi all'angolo con via della Fittaccia, si trova un fontanello pubblico Fontanello in una piccola nicchia del muro; un secondo fontanello Fontanello si trova più avanti, all'inizio di via della Vecchia Scuola (subito dopo il bar) e un terzo Fontanello all'imbocco della piazza, fra gli alberi.

Bivigliano
Il paese di Bivigliano è stato una rinomata località di villeggiatura a partire dalla fine dell'800 e per buona parte del '900. Ancora oggi, sebbene su proporzioni molto ridimensionate, mantiene in parte questa vocazione turistica, con numerose seconde case e due alberghi (ma all'inizio degli anni '80 gli alberghi erano ancora sei; l'ultimo -gli Scoiattoli- ha cessato l'attività nel settembre 2001).
Fino alla metà dell'800 la località di Bivigliano consisteva unicamente della villa e fattoria Ginori (in seguito Pozzolini) con alcune abitazioni di servizio, della chiesa di san Romolo e di alcune coloniche. In seguito, grazie ad una serie di condizioni favorevoli (la posizione panoramica, la quota di alta collina, la prossimità con il Convento di Montesenario ed i suoi estesi boschi e, non ultima, la vicinanza con Firenze), si cominciarono a costruire alcune ville e villette per la villeggiatura. Alla fine dell'800 fu risistemata la strada del Poggio agli Uccellini (per il collegamento con Vaglia e la sua nuova stazione ferroviaria), mentre verso il 1910 furono aperte la nuova piazza e la nuova via dei Condotti per Pratolino e Firenze. La nuova strada per Montesenario (via della Fittaccia) risale invece agli anni '30. Furono questi gli anni d'oro per il turismo a Bivigliano.
Il declino iniziò dopo gli anni '60: col boom economico e il mutare delle mode i flussi turistici si indirizzarono principalmente verso le località di mare o verso mete esotiche o mondane, trascurando sempre di più Bivigliano.

Chiesa di BiviglianoDa visitare a Bivigliano è la chiesa di san Romolo, di impianto romanico, che conserva all'interno una grande pala d'altare di Andrea della Robbia raffigurante la Vergine con il Bambino fra i Santi Romolo, Jacopo, Francesco e Giovanni Battista. Presso il fonte battesimale settecentesco posta una statua lignea di S. Giovanni Battista, opera policroma del XV secolo attribuita a Michelozzo.

Si segue via Roma fino a piazza Don Castelli (dove si incrocia il percorso 61 Bivigliano - Monte Morello) e da qui si imbocca via della Chiesa (a destra) per voltare quasi subito a sinistra verso la vecchia sede della Misericordia di Bivigliano. Inizia da qui l'antica strada che collegava la chiesa di Bivigliano col convento di Montesenario. Superato il parcheggio, la strada diventa erbosa e attraversa un boschetto. Dopo un'abitazione, si svolta a sinistra cominciando a salire verso Montesenario. Si attraversa via dei Condotti presso un tabernacolo e si sale lungo il bordo di una pineta; in questo tratto, nella stagione umida, il sentiero si presenta spesso fangoso. Usciti dalla macchia, si sbuca su un grande prato che si continua a costeggiare lungo il bordo inferiore, finché, con un'ultima salita, si giunge sul crinale dove si trova la strada di Montesenario.
Per l'ascesa finale al Convento di Montesenario si segue il sentiero 65 a sinistra, lungo la strada asfaltata (che si sovrappone ai sentieri CAI CAI 00 e Via degli Dei Via degli Dei ), mentre il percorso per il Mulinaccio prosegue sull'altro lato, appena pochi metri a sinistra, dove inizia una strada sterrata chiusa da una catena. In questo punto si lascia la valle della Carza e si entra nella valle del torrente Faltona e di Polcanto (comunque si rimane sempre nel Mugello).
La strada inizia a scendere rapidamente dirigendosi verso la colonica delle Citerne, ma piegando poi a destra verso Bucherello (entrambe le coloniche fanno parte della tenuta del convento). Sulla cantonata della casa di Bucherello si svolta a destra, passando fra la colonica e il fienile. Dopo la casa la strada si riduce ad uno stradello campestre che continua a scendere per entrare ben presto nel bosco. Più in basso si lascia anche lo stradello per voltare a sinistra in una semplice mulattiera.
Dopo una curva, ormai in prossimità del Mulinaccio, appare quasi all'improvviso l'ex colonica di Ciabattòle, oggi trasformata in una villa di cui si costeggia il muro di cinta. Dopo la casa il sentiero è percorso da un rivolo che in tanti anni di abbandono ha finito per sconquassare il fondo stradale, tanto che poco più in basso si è costretti a lasciare percorso originale per proseguire parallelamente sul bordo del prato fin quasi in paese.
Un ultimo tratto e si giunge sulla S.S. 302 Brisighellese-Ravennate (via Faentina) proprio di fronte alle prime case del paese.
Pericolo sulla statale Attenzione! Il sentiero termina su una curva pericolosa della statale, senza marciapiede e con poca visibilità: si faccia molta attenzione prima di attraversare e si eviti assolutamente di sostare sulla strada all'imbocco del sentiero.

Mulinaccio
Come quasi tutte le frazioni del comune di Vaglia, il Mulinaccio si è sviluppato attorno ad un'antica bottega che ha fatto da punto di aggregazione per il centro abitato. La bottega in questione era un'osteria lungo l'antica strada provinciale delle Salaiole che collegava Firenze con Borgo San Lorenzo. La strada vecchia passava lungo l'attuale via del Mulinaccio (dove si trovava anche l'osteria) finché, verso il 1913, non fu aperta la nuova strada statale e l'osteria fu trasferita dove ancora oggi si trova il bar del paese.
Il mulino che ha dato il nome alla località si trovava invece più a valle, sull'altro lato del torrente, nel comune di Borgo San Lorenzo.

Fontanello Di fronte al bar, sull'altro lato della strada, si trova un fontanello pubblico.

Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2005

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